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Il comune di San Maurizio d'Opaglio appartiene a: Regione Piemonte - Provincia di Novara

Museo del Rubinetto e della sua Tecnologia

Nome Descrizione
Indirizzo Piazza Martiri n.1
Telefono 0323.89622
EMail info@museodelrubinetto.it
Web http://www.museodelrubinetto.it
Sede Piazza Martiri n.1
Apertura Prossima Apertura
Tariffe Libero
Servizi Visite Guidate per gruppi vanno preventivamente concordate
La mostra permanente "L'uomo e l'acqua", nucleo del futuro Museo del Rubinetto e della sua Tecnologia, affronta un argomento affascinante: il sofferto rapporto dell'uomo con l'acqua.
Il percorso proposto dall'esposizione ripercorre il cammino dell'umanità guardandolo da un insolito punto di vista: la storia dell'igiene e delle innovazioni tecnologiche (di cui rubinetti e valvole costituiscono i componenti fondamentali) che hanno permesso di dominare l'elemento liquido, trasformando la cura del corpo da pratica elitaria a fenomeno di massa.
Molteplici sono i possibili usi dell'acqua, ma la mostra si sofferma in particolare sull'utilizzo domestico: l'impiego per alimentazione, l'igiene personale, il lavaggio di suppellettili e indumenti e lo smaltimento dei rifiuti.
Per permettere al visitatore di orientarsi forniamo alcune indicazioni sull'organizzazione della rassegna "L'uomo e l'acqua".
In particolare, sono possibili due diverse letture: una lettura tematica e una lettura cronologica.

... un po' di storia ...

Un tuffo all'indietro, a poco meno di sei anni fa, al 15 aprile del '95, quando un gruppo di appassionati, appoggiati dal Comune e con la sponsorizzazione di alcune industrie, ha dato vita alla mostra permanente "L'uomo e l'acqua".
In pratica, il primo nucleo del Museo del rubinetto e della sua tecnologia, che ha sede in piazza I Maggio a San Maurizio, al piano terra del palazzo municipale. In quest'esposizione viene affrontato un argomento affascinante quale il rapporto (a lungo sofferto) dell'uomo con l'acqua. Il percorso proposto ripercorre il cammino dell'umanità guardandolo da un insolito punto di vista: la storia dell'igiene e delle innovazioni tecnologiche (di cui rubinetti e valvole costituiscono alcuni dei componenti fondamentali) che hanno permesso di dominare l'elemento liquido, trasformando la cura del corpo da pratica elitaria a fenomeno di massa. Molteplici sono i possibili usi dell'acqua, ma il museo cusiano si sofferma, in particolare, sull'utilizzo domestico: l'impiego per l'alimentazione, il lavaggio di suppellettili e indumenti, lo smaltimento dei rifiuti e l'igiene personale. Sono possibili, della mostra, due diverse letture: una cronologica e una tematica. In quest'ultima sono trattati tre argomenti evidenziati da colori diversi nella parte alta dei pannelli, tutti basati su testi e immagini: "'l'uomo e l'acqua" (una descrizione di come sono mutate nel tempo le abitudini igieniche), "il rubinetto nella storia" (una ricostruzione delle invenzioni che hanno reso possibile l'arrivo dell'acqua calda e fredda in tutte le case: è anche presente una copia del rubinetto realizzato attorno al 25 dopo Cristo nella villa di Tiberio a. Capri), e "la nostra storia" che fornisce invece, attraverso le sue tappe fondamentali, il cammino del disio occidentale, a partire dalle prime presenze umane per arrivare all'oggi. Puntando, al contrario, sulla lettura cronologica, è possibile innanzitutto seguire l'evoluzione che ha portato San Maurizio a diventare la capitale italiana del rubinetto. In particolare, un pannello (il sesto) spiega com'è cambiato, dal punto di vista tipologico, il bagno, e come funzionano gli oggetti che vengono adoperati ogni giorno.
Si parla inoltre del ciclo produttivo e della metallurgia, nonché degli aspetti salienti, dal lato architettonico, di San Maurizio.
Ne mancano una testimonianza fotografica di un vero e proprio "museo vivente", forse l'ultima fabbrica dell'inizio del secolo ancora esistente, e uno spazio dedicato alle curiosità, ai tanti piccoli aneddoti attraverso cui è maturato l'attuale modo di concepire l'igiene. La rassegna propone poi circa trecento reperti di archeologia industriale che illustrano come sono cambiati i rubinetti nel tempo e le antiche tecniche di lavorazione artigianale. Per ulteriori informazioni si può telefonare all'Ecomuseo del lago d'Orta e del Mottarone (telefono 0323-89622, fax 0323-888621).
E certamente dalla visita al Museo del rubinetto emerge che il rapporto uomo-acqua ha importanza decisiva: il primo (come tutti gli esseri viventi) ha bisogno della seconda per vivere. Ancora oggi le uniche zone del pianeta spopolate sono quelle prive di fonti idriche. Non a caso le tribù primitive si sono accampate vicino ai corsi d'acqua e le grandi civiltà urbane sono nate lungo i grandi fiumi; navi di tutti i tipi hanno solcato il Mediterraneo da millenni e le città marittime hanno conosciuto un grande splendore. Che dire, poi, della perizia idraulica degli architetti romani che costruirono centinaia di chilometri di acquedotti in tutto l'impero? E, ovviamente, i grandi progressi tecnologici collegati alla rivoluzione industriale, consentendo l'abbassamento dei costi di produzione e d'installazione, hanno permesso la diffusione di un nuovo rapporto con l'acqua. In un certo senso si può parlare di una "rivoluzione igienica", sviluppatasi a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento.

Tratto da:
Sestante - Rivista di turismo e cultura delle province di Novara e del Verbano-Cusio-Ossola
Marzo 2001
Promoturismo s.r.l.

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