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Chiesa dell'Immacolata in regione Bacchiore


Nel secolo XVII si decise di costruire un oratorio in onore della Vergine Immacolata Concezione per venerare un'immagine della Madonna, ritenuta miracolosa, che fu trovata sul muro di una cascina e portata presso l'altare dell'oratorio. La prima pietra dell'edificio fu posata da Bernardo Bettoja, come indica un'iscrizione incisa su lastra dell'ingresso:
"BERNARDUS BETTOJA PRIMUM FECIT LAPIDEM ANNO D (NI) MDCLXXV".
I lavori iniziarono il 10 ottobre 1676 e terminarono il 15 luglio 1678. L'oratorio sorgeva poco distante dalla Parrocchiale, fuori dell'abitato di Opaglio sulla strada che porta a Lagna.
L'oratorio era "costruito in bella e lodevole forma", era fatto a volta, quadrato, con il coro, tre porte, una sulla facciata e due laterali, due finestre laterali munite di doppia inferriata.
Davanti alla facciata si trovava un andito sostenuto dagli archi di due cappelle sotto le quali erano collocate due statue lignee rappresentanti l'Anima in peccato e l'Anima liberata, altre quattro statue erano poste sulla cantoria della controfacciata e presso l'altare. L'altare era fornito di "bellissimi ornamenti di stucco rappresentanti l'Immacolata Concezione di Maria Vergine, ed alcuni Angeli, che ne formano la Gloria".
Su di esso era stata posta anche l'immagine della Beata Vergine con San Cristoforo e San Rocco "assai miracolosa, come dal Processo de Miracoli che si conserva tra le Scritture di questa Chiesa ... onde furono motivo di fargli poi una si bella fabbrica, mentre quella Immagine era prima sul muro di una Cassino". Accanto all'immagine miracolosa erano appesi degli ex voto per grazie ricevute e due belle corone d'argento. Nell'oratorio vi era un altro "bellissimo quadro assai grande colle Imagini della Madonna che adora il Bambino, San Giuseppe e San Girolamo con altre Imagini" che fu donato da don Giovanni Martino Bettoja nel 1675, copia della Natività con San Girolamo di Gaudenzio Ferrari ed altri quadri tutti con cornici intagliate. La chiesa era anche fornita di pulpito.
In seguito all'epidemia di colera che colpì il paese nel 1854, l'oratorio venne adibito a lazzaretto per gli ammalati. In tale occasione fu insediata una commissione di sei membri "coll'incarico a questa di far appello alla pietà degli abitanti al fine di raccogliere le elargizioni". Questa fu una delle conseguenze del consolidato uso, anche in San Maurizio d'Opaglio, di istituire, con la costante presenza del clero, comitati di beneficenza e di assistenza in determinati momenti di emergenza.
La chiesetta, esternamente "stabilita in rustico", era coperte di piode; l'unica navata era composta di tre arcate oltre il coro, per una lunghezza (dalla porta d'ingresso al coro) di 11 braccia e per una larghezza di 9 braccia e mezza. Il coro, profondo 5 braccio e largo 7, era fornito di lesene, architrave e cornicione; alla porta vi era una tazza di marmo d'Oira per l'acqua benedetta. La balaustra dell'unico altare era di marmo con gradino anch'esso marmoreo; l'altare era di marmo con tabernacolo e con un gradino di legno intagliato e dorato per appoggiare i candelieri.
Sopra l'altare vi era un'ancona ornata di stucchi sulla cui sommità era collocata una statua della Madonna, sempre in stucco. In mezzo all'ancona vi ero l'affresco che si riteneva miracoloso, rappresentante la Madonna con il Bambino in braccio fra San Rocco e San Crisfoforo. Sopra la porta maggiore si trovava una cantoria priva di organo a cui si accedeva con una scala di legno. Per la festa dell'Immacolato Concezione si celebravano la messa cantata e i vespri e si distribuiva la benedizione con il Santissimo Sacramento. L'oratorio veniva considerato come "sussidiario della Parrocchiale". Ancora oggi l'8 dicembre vi si celebra la festa della Madonna Immacolata. Altre notizie di recenti testimonianze informano che l'oratorio è stato "accorciato" dalla parte ovest per consentire l'allargamento della strada avvenuto qualche anno fa. Infatti, prima di questo intervento, il transito dei carri agricoli avveniva con difficoltà e non era raro vedere i veicoli incastrati tra il muro della chiesa e quello della casa di fronte. Con la sistemazione citata è stata anche eliminata la finestra del presbiterio che, all'epoca dell'ultimo conflitto mondiale, fu luogo di un episodio di salvataggio di alcuni partigiani.


Bibliografia
A. TEMPORELLI, La Parrocchia di San Maurizio d'Opaglio tra il XVI e il XX secolo: luoghi di culto e religiosità popolare, in "AA.VV, San Maurizio d'Opaglio: dall'erica all'ottone", San Maurizio d'Opaglio, 1997, pagg. 250-251 "II Momento", trimestrale di San Maurizio d'Opaglio, 1990/99


Stemma Provincia Novara Tratto da:
Percorsi.Storia e documenti artistici del novarese
Il territorio dei "Castelli Cusiani"
Pella, Pogno, San Maurizio d'Opaglio
volume 24





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