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Chiesa della Madonna delle Grazie (Sec. 1739)

L'edificio, dedicato alla Beata Vergine delle Grazie, fu eretto, come indica l'iscrizione posta sopra la porta d'ingresso, su commissione della famiglia Lera, e in particolare di Marco Antonio Lera, nel 1739:
"BENEFATORI. DI./ ROMA. DI. CASA./LERA. DI. SAZZA/ ET. IN. PARTICOLA/ RE. MARCO. ANT'/ONIO. ANO. 1739".
Il 16 febbraio 1750, con testamento olografo, il signor Marco Antonio Lerà fondò una cappellania detta della Beata Vergine delle Grazie, che poi venne eretta dal nipote Pietro Paolo Gaspare Lerà con testamento del 4 aprile 1883.
In ambedue i testamenti si fece obbligo di celebrare giornalmente una messa, inoltre si ordinò che la nomina del cappellano spettasse agli eredi maschi del fu Pietro Paolo Lerà, fratello di Marco Antonio, e, qualora si fosse estinta la linea maschile della famiglia, la nomina sarebbe spettata "alla comunità della sua patria".
Già nel 1750 il tetto dell'oratorio minacciava di cadere in rovina, per cui si chiese al vescovo il permesso di intervenire quanto prima per restaurarlo. Nel 1790 il fabbriciere dell'oratorio Gio Piero Lerà chiese al vescovo di concedere la facoltà di impartire la benedizione col Santissimo Sacramento durante i vespri della festa dell'Assunzione di Maria Vergine, che nell'oratorio veniva celebrata nella domenica "infra ottava di tale Solennità".
Tale facoltà venne concessa il 16 agosto 1790. Nel 1997 la pala d'altare dell'oratorio è stata sottoposta a restauro e, durante i sopralluoghi effettuati, sono emerse ulteriori notizie e annotazioni aggiunte dalle restauratrici Corradini e Franceschini, che hanno lavorato sotto la direziono del Soprintendente ai Beni Artistici e Storici del Piemonte, Paolo Venturoli.
Infatti, i resti di un altare sulla parete sinistra e di un pavimento sottostante all'attuale, fanno presumere l'esistenza di una più antica costruzione.
La cornice lignea della pala d'altare restaurata, intagliata e dorata, è di scuola genovese della fine del XVII secolo. Il dipinto, riprodotto a lato, ad olio su tela, raffigura la Madonna col bambino e San Giovannino, copia seicentesca da un originale fiorentino del primo cinquecento.
Sul retro della tela è tracciato a pennello un numero d'inventario ed è incollato un sigillo in carta della famiglia Spinola, molto nota a Genova nei secoli scorsi. La mancanza di documenti non consente, ad oggi, di stabilire in quale modo questo dipinto sia potuto giungere a Sazza e quali legami esistevano tra gli Spinala (genovesi) e i Lerà.
Le notizie più recenti (1952) sono riferite al passaggio di proprietà di terreni e fabbricati da Filippini Lerà alla famiglia Migliori, che ne acquistò gli ultimi possedimenti.


Stemma Provincia Novara Tratto da:
Percorsi.Storia e documenti artistici del novarese
Il territorio dei "Castelli Cusiani"
Pella, Pogno, San Maurizio d'Opaglio
volume 24





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