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La Storia

Intorno alla metà dell'ottocento il borgo fu interessato dalle modificazioni economiche sopra citate.
Il processo può essere diviso, per il borgo, in tre fasi.
La prima fase, che si verificò quando il paese contava 1660 abitanti circa (1880) può essere compresa fra il 1847 e il 1915. Durante questa fase la principale attività di tipo industriale fu quella collegata allo sfruttamento delle cave di granito bianco di Alzo. All'inizio del novecento le cave impiegavano ben 400 addetti, suddivisi fra le cave di diverse proprietà. La prima guerra mondiale, privando le stesse della manodopera necessaria, inflisse un colpo durissimo a questo settore che non si riprese mai del tutto e incominciò a declinare.
Dopo il secondo conflitto, lo sviluppo delle rubinetterie, che offrivano un lavoro annuale e non stagionale, diede il colpo di grazia al settore lapidario locale già in crisi.
La seconda fase può essere considerata quella relativa al periodo tra le due guerre, definibile come di transizione. Benché piccole fabbriche di rubinetteria si fossero già installate a Pogno e a Gozzano all'inizio del secolo, fu solo negli anni venti che tale attività giunse a San Maurizio d'Opaglio, importata da operai che avevano appreso il mestiere proprio in queste prime ditte.
La terza fase si colloca alla fine della seconda guerra mondiale, momento storico che trovò l'area in uno stato che si può definire di stasi e attesa. Il conflitto non aveva provocato grandi danni nella zona, che però aveva risentito in negativo delle difficoltà di comunicazione e scambio con le altre aree del Paese. A partire dagli anni cinquanta il "boom" economico nazionale fece sentire i suoi effetti anche nel Cusio.
In particolare il settore rubinettiero, strettamente legato allo sviluppo edilizio, subì una crescita accelerata, con il proliferare di piccole aziende e l'ingradimento di alcune ditte. La ricchezza prodotta dal settore secondario permise anche lo sviluppo del terziario, con la nascita di numerosi esercizi commerciali. Ma, tornando alla storia, ecco alcune date, vere pietre miliari, che hanno segnato le tappe di questa evoluzione in San Maurizio d'Opaglio:

  • 1904. Si costituì nel paese il "Circolo Vinicolo Operaio". Suoi scopi furono quelli di contribuire al miglioramento degli operai e dei contadini, principalmente attraverso l'istituzione di una cantina sociale, che assicurasse prodotti genuini e propagandasse la temperanza, e di una sezione di mutuo soccorso. La società si propose di mantenersi "estranea a questioni politiche, amministrative e religiose", rifornì le famiglie dei soci di vino e si amministrò con una struttura essenziale: un cantiniere, un segretario, un cassiere e un consiglio di amministrazione. Il nuovo esercizio, aperto presso il locale di Giovanni Jori in via Briallo, contava in gennaio 51 soci, saliti a 131 nel mese di febbraio. L'11 aprile il circolo traslocò nei nuovi locali di Giacomo Fortis, siti in "via Nova";
  • Nel 1905, un nuovo elenco fornito dall'allora presidente Giacomo Zaffiretti, comprendeva ben 225 associati;
  • 1919. Arrivo della luce elettrica nel borgo;
  • 1920. Fu fondata la "Ditta Fratelli Uberti", prima attività artigianale per la produzione di rubinetti;
  • 1921. Cessò di funzionare la ferrovia che collega le cave di Alzo a Gozzano;
  • 1927. I Comuni di San Maurizio d'Opaglio, Pella e Pogno vennero accorpati e presero il nome di "Comune Castelli Cusiani" con sede a San Maurizio d'Opaglio;
  • 1946. Furono ricostituiti i Comuni separati di San Maurizio d'Opaglio, Pella e Pogno;
  • 1922-1958. Durante questi anni furono attive molte ditte. In San Maurizio d'Opaglio la "Ditta Langhi" ("Lenot"), una filatura che impiegava manovalanza soprattutto femminile (1922); a Gozzano si insediò la "Ditta Bemberg" che, impiegando circa 2000 persone, portò un notevole benessere in tutta l'area (1926); iniziò l'attività la "Ditta Fortis Cimberio Gioirà" per la produzione di rubinetteria. Negli anni successivi avvenne la scissione dei soci che diedero poi vita ad altre analoghe attività, mentre la "Fortis" continuava la produzione di rubinetteria gialla (valvolame) (1927). Vennero poi aperte: la "Ditta Frattini Antonio", trasformatasi poi in "Raf Rubinetterie" (1933); la "Ditta Bongio" ad Alzo che, nel 1961, si trasferì a San Maurizio d'Opaglio (1936); la "Ditta Fratelli Pettinaroli" (1938); la "Ditta Del Conte Zanetta-Fortis" ("Dezafo"), prima stamperia di metalli a caldo in San Maurizio d'Opaglio (1950); la "Ditta Fratelli Giacomini" ad Alzo. Nel 1956 si trasferì a San Maurizio d'Opaglio (1951); la "Ditta Cimberio" il cui fondatore si staccò dalla "Fortis-Cimberio-Gioira" (1957); la "Ditta Fratelli Frattini" (1958);
  • 1966. La "Banca Popolare di Intra" aprì la sua filiale in San Maurizio D'Opaglio, primo sportello bancario del Comune;
  • 1975. Furono adottati lo stemma e il gonfalone comunali;
  • 1995. Venne inaugurato il "Museo del Rubinetto".


I Documenti Artistici

Questi due secoli videro l'organizzazione dei centri modificarsi in base alle nuove esigenze con l'inserimento di tutte quelle strutture divenute indispensabili come gli edifici scolastici, le nuove sedi comunali, gli insediamenti industriali.
Trovarono nuove possibilità di utilizzo e di gestione anche i corsi d'acqua come la roggia Molinara con gli antichi mulini e gli alpeggi che, seppur facendo riferimento a quelli situati sul territorio comunale di Fogno, hanno presentato evoluzione comune in tutta la zona in esame.
Così è per il "Museo del Rubinetto e della sua tecnologia" che, sebbene collocato a San Maurizio d'Opaglio, traccia la storia industriale di un comprensorio molto più vasto, che travalica i confini dei tre centri analizzati in questo volume.


Bibliografia

Bibliografia G. BARLASSINA, A. PICCONI, La Diocesi di Novara nelle sue Parrocchie e coi suoi Vescovi, estratto da "Novara Sacra", Novara, 1923/33
L. CASSANI, Repertorio di antichità preromane e romane rinvenute nella provincia di Novara, Novara, 1962
AA. W., Novara e la sua terra nei secoli XI e XII, a cura di M.L. Tornea Gavazzoli, Milano, 1980
L. A. COTTA, Corografìa della Riviera di san Giulio, a cura di C. Carena, Milano, 1980
G. ANDENNA, Andar per castelli. Da Novara tutt 'intorno, Torino, 1982
C. DEBIAGGI, Segnalazione di affreschi quattrocenteschi nell'oratorio di San Giulio a Ronco Superiore, m "AA.W., Archeologia ed Arte nel Cusio", Società Piemontese di Archeologia e Belle Arti", 1987
"II Momento", trimestrale di San Maurizio d'Opaglio, 1990/99
AA.W., San Maurizio d'Opaglio: dall'eria all'ottone. San Maurizio d'Opaglio, 1997
G. FONIO, Pogno. Immagini e memorie di un borgo millenario. Pogno, 2000
Don G. ANNICHINI, Cent'anni di Storia Pellese, Pella, 2001


Stemma Provincia Novara Tratto da:
Percorsi, Storia e documenti artistici del novarese
Il territorio dei "Castelli Cusiani"
Pella, Pogno, San Maurizio d'Opaglio
volume 24





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