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La Storia

Pochissimo si sa sulla preistoria riguardante San Maurizio d'Opaglio, per il quale ci si deve accontentare di segnalazioni confuse, non documentate. In località Pianelli, subito dopo la seconda guerra mondiale, durante i lavori per la costruzione di una casa fu trovata una tomba posta sotto un lastrone di pietra. La presenza di una svastica su uno dei vasi "dipinti di nero" indusse gli scopritori a distruggere il materiale. Tale sepoltura potrebbe essere databile all'età del Ferro. Qualche passo avanti è stato compiuto negli ultimi tempi, grazie alla collaborazione dei privati e all'opera di censimento condotta dal Gruppo Archeologico "Pagus".
In particolare si è giunti all'individuazione di due interessanti rocce incise. La prima, scoperta nel 1995 nelle vicinanze del cimitero di San Maurizio d'Opaglio inserita in un muro di recinzione a secco, riporta un'incisione eseguita con uno strumento metallico. All'interno di un ottagono sono state tracciate linee verticali, orizzontali e oblique a formare cinque quadrati disposti a croce, ciascuno dei quali è suddiviso ulteriormente dalle due diagonali e dalle due perpendicolari ai lati, a formare un motivo a "bandiera inglese". La figura del quadrato suddiviso dalle diagonali e dalle perpendicolari sembra riportare all'età romana, al gioco conosciuto come "tria" e descritto da Ovidio e Isidoro di Siviglia.
Una seconda importante scoperta cui si è accennato sopra è stata effettuata nella primavera del 1996. Sulla faccia superiore, naturalmente piana, di un masso erratico posto al confine tra i Comuni di San Maurizio d'Opaglio e Pella, nel territorio del secondo, sono state scoperte tre vasche, una cinquantina di coppelle e numerose canaletto di scolo scavate nella roccia con uno strumento metallico. Tale associazione d'elementi appartiene ad una tipologia che in Piemonte trova confronti a Susa e a Finestrelle-Crò da Lairi. Generalmente tali incisioni sono difficilmente databili, ma in questo caso è possibile proporre una datazione alla seconda età del Ferro sulla base di confronti citati.
Interessanti novità emergono anche nello studio dei siti abitati durante l'età medievale.
A San Maurizio d'Opaglio, in frazione Opagliolo, esiste un imponente complesso murario, denominato "Carlaccio", realizzato in opera a secco, che non è spiegabile con terrazzamento ad uso agricolo. Non è ancora possibile avanzare ipotesi cronologiche sicure, pur trattandosi di strutture verosimilmente precedenti al mille. Resta da chiarire se si tratti di un complesso preromano, interpretabile come un " castelliere" o piuttosto di un villaggio altomedievale fortificato. Solo studi più approfonditi potrebbero consentire un migliore inquadramento dell'area. Qualche utile indizio può derivare dalla toponomastica. Il toponimo "Opalium" sembra essere in relazione col nome personale "Opalos", diffuso già in epoca preromana.
L'origine di tale onomastico ha una storia curiosa, in quanto deriva da una radice etrusca col significato originario di "albero sposato alla vite", vale a dire di albero su cui la vite era fatta arrampicare, secondo la classica tecnica mediterranea. "Fufluns/Pupluns" era il dio etrusco del vino corrispondente al Dioniso greco e al Bacco latino e, il nome della città etrusca di Pupluna (Populonia), ha nella stessa radice la propria origine.
Il termine si diffuse poi nelle aree sottoposte all'influenza etrusca assieme alla coltura della vite.
Il nome divenne anche un onomastico, "Opalos" appunto, in modo che è difficile stabilire se il nome "Opalium" sia da intendere come "campo di Opalos" o come "luogo dove vi sono gli alberi su cui si fa arrampicare la vite".
È certamente suggestivo, ma è del tutto da dimostrare che tra i due toponimi vi sia un nesso, che in località Opagliolo il complesso murario denominato "Cartoccio" sia ubicato in "località Vignole".
Si può sintetizzare la storia di San Maurizio d'Opaglio per il periodo che va dal medioevo al cinquecento, in una tabella cronologica che cita luoghi ed accenna a fatti dei quali esiste un'effettiva documentazione:

  • 10 giugno 1001. Atto notarile rogato a Lagna (Alagna iusta lacum S. Julii): Giulio e Orso figli di Liutprando ex natione Longobarda vendettero un luogo nel fondo di Cilicio (Cireggio) a Stefano del fu Domenico;
  • 1157. Avundus de Upalio testimoniò sotto giuramento su fatti antecedenti il 1122 (è la prima citazione del paese di Opaglio);
  • 1193. Ugo de Upalio condusse in affitto una terra presso la Porta Santa di Novara;
  • 19 giugno 1236. Nel territorio di Opaglio, due uomini di Riallo (Briallo) e l'opagliese Mercato Semenzano, elencarono sotto giuramento i beni posseduti dai canonici di San Giulio tra il territorio di Cozzano e quello della corte e degli uomini di Opaglio e altre terre poste sulla strada da Berzonno ad Opaglio. Tra i testimoni c'era Zannobonus de Marallo di Opaglio;
  • 23 marzo 1261. Golzanino figlio di Perolo (o Perdino) Varale di Opaglio era presente alla stesura del testamento di Ottobono, figlio di Giacomo di Ser Ottacio, che lasciava tutti i suoi terreni in Lagna alla moglie Richelda;
  • 15 febbraio 1265. Guglielmo del fu Isolano di Ronco prese in affitto perpetuo una terra in Lagna, impegnandosi a migliorarla. Testimoniano Isolato Cantoni e Perdino Fagioli, entrambi di Opaglio;
  • 1276. Girardino d'Opaglio condusse in affitto tre quarti dell'alpeggio che i canonici di San Giulio possedevano a Ribella, pagando loro 24 denari, due "caraccioli" (ricotte salate) e quattro formaggi scelti tra i migliori dell'alpeggio;
  • 1311. Secondo il cronista Pietro Azario, in quest' anno i ghibellini Tornelli catturarono e raserò al suolo il castello di "Opallium". I vescovi di Novara ottennero di diritto il titolo di "Conti" e la facoltà di esercitare l'autorità sugli uomini e sulle cose. Anche per il quattrocento e il cinquecento, momento storico in cui la comunità era già ben organizzata e il suo territorio definito, si possono segnalare alcuni documenti e fatti ritenuti fondamentali per la storia del borgo;
  • 1534. In quest'anno era già attestata la presenza di un oratorio ad Opagliolo;
  • 1537. Il notaio G. Olina compose un estimo catastale per le comunità di Lagna e Briallo. Sono censiti 208 beni immobili posseduti da 18 diversi proprietari e 51 tra selve e brughiere appartenenti a 17 proprietari. Nell'archivio comunale di San Maurizio d'Opaglio si conserva una copia settecentesca di questo documento con la descrizione dei territori di Alagna, Inevrate, Alpiolo e Briallo. In esso vengono descritti i confini interni della comunità; ogni località viene poi divisa in squadre e a ognuna di queste si attribuisce un valore massimo di estimo espresso in scudi per pertica. Vengono anche indicati un centinaio di toponimi, con interessanti indicazioni sia sull'utilizzo agrario del suolo, sia sulla struttura insediativa;
  • 2 settembre 1568. Il vescovo Serbelloni istituì una nuova "parrocchia" per le comunità di Opaglio, Lagna e Briallo con sede presso la chiesa di San Maurizio nella terra di Opaglio. I tre nuclei erano uniti da tempo immemorabile in una sola comunità con la sede comunale a Lagna. Il Comune di San Maurizio d'Opaglio occupa attualmente un'area di 5,5 kmq, confina a nord-est con il Comune di Pella, a nord-ovest con il Comune di Madonna del Sasso, a sud con il Comune di Pogno, a sud-est con il Comune di Gozzano, la fascia orientale è bagnata dalle acque del lago d'Orta. Il massimo rilievo corrisponde agli 853 m sul livello del mare dell'alpe Donzello, in passato alpe Campello, la quota minima ai 290 m sul livello del mare delle acque del lago.


I Documenti Artistici

II territorio comunale si estende in una zona dall'equilibrio naturalistico interessante ma molto delicato come hanno confermato le proposte del nuovo Piano Regolatore Generale le quali hanno tenuto conto dell'evoluzione urbanistica del territorio stesso che si è verificata nel corso dei secoli.
La sua importanza storica è invece documentata dalle carte dell'archivio comunale ancora ben conservate.
Testimoniano attualmente le devozioni più antiche la chiesa e la fontana di San Giulio, luogo visitato nel 1573 dal vescovo Carlo Bascapè che ne riconobbe la sacralità.


Bibliografia

Bibliografia G. BARLASSINA, A. PICCONI, La Diocesi di Novara nelle sue Parrocchie e coi suoi Vescovi, estratto da "Novara Sacra", Novara, 1923/33
L. CASSANI, Repertorio di antichità preromane e romane rinvenute nella provincia di Novara, Novara, 1962
AA. W., Novara e la sua terra nei secoli XI e XII, a cura di M.L. Tornea Gavazzoli, Milano, 1980
L. A. COTTA, Corografìa della Riviera di san Giulio, a cura di C. Carena, Milano, 1980
G. ANDENNA, Andar per castelli. Da Novara tutt 'intorno, Torino, 1982
C. DEBIAGGI, Segnalazione di affreschi quattrocenteschi nell'oratorio di San Giulio a Ronco Superiore, m "AA.W., Archeologia ed Arte nel Cusio", Società Piemontese di Archeologia e Belle Arti", 1987
"II Momento", trimestrale di San Maurizio d'Opaglio, 1990/99
AA.W., San Maurizio d'Opaglio: dall'eria all'ottone. San Maurizio d'Opaglio, 1997
G. FONIO, Pogno. Immagini e memorie di un borgo millenario. Pogno, 2000
Don G. ANNICHINI, Cent'anni di Storia Pellese, Pella, 2001


Stemma Provincia Novara Tratto da:
Percorsi, Storia e documenti artistici del novarese
Il territorio dei "Castelli Cusiani"
Pella, Pogno, San Maurizio d'Opaglio
volume 24





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